I due gemelli veneziani, spettacolo teatrale
I due gemelli veneziani è una macchina di divertimento con un intreccio fatto di duelli, amori, fughe, ritrovamenti, in cui svetta la magnifica invenzione dei gemelli identici ma opposti caratterialmente: uno sciocco l’altro scaltro.
Allo stesso tempo questo testo è anche una farsa nera sulla famiglia, l’identità, l’amore e la morte. I personaggi non sanno leggere o tenere a freno le proprie emozioni e i propri sentimenti, e questo provoca alternativamente il riso e fa sfiorar loro la tragedia o li fa sprofondare in essa.
È un viaggio affascinante che rivela quella grazia eversiva degli attori che tra la fine del ‘500 e la fine del ‘700 dominarono le scene teatrali europee, con una tecnica che combinava improvvisazione, ruoli multipli, maschera e un uso del corpo che potrebbe ricordarci la nostra danza contemporanea.
È una ricerca sulla nostra lingua, anzi le nostre lingue: Testori, Pasolini, Gadda, Roberto Longhi; ma anche Fellini, Patrizia Valduga e Antonio Tarantino, questi i riferimenti per una profonda ricerca sulla lingua, che recupera un italiano più sporco e ruvido, in un labirinto di vicoli dove regna l’assoluta centralità del gioco dell’attore.
È un testo che nelle mani di Malosti svela inedite prospettive e finestre sulla contemporaneità.
Informazioni
scene e luci Nicolas Bovey
costumi Gianluca Sbicca
progetto sonoro G.U.P. Alcaro
cura del movimento Marco Angelilli
assistente alla regia Jacopo Squizzato
assistente costumista Rossana Gea Cavallo
produzione Teatro Stabile del Veneto, TPE – Teatro Piemonte Europa, Teatro Metastasio di Prato, ERT / Teatro Nazionale
Si ringrazia il maestro mascheraio Stefano Perrocco di Meduna per la maschera di Pulcinella indossata da Marco Manchisi.
foto di scena Serena Pea
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Fonte: Emilia Romagna Teatro







