La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza
Ciccio Speranza è un ragazzo grasso ma leggero, con un’anima talmente delicata che potrebbe sembrare quella di una graziosa principessa. Vive in una vecchia catapecchia di provincia, con un padre violento e un fratello ottuso, dove si sente soffocare, come una fragile libellula rosa in una teca di plexiglass opaco, con un sogno troppo grande per poter rimanere in un cassetto di legno marcio: vuole danzare. Attraverso il suo gutturale linguaggio, il suo corpo grassissimo e il suo sogno impacciato, il nostro protagonista in tutù rosa non smetterà mai di danzare, raccontandoci la sua vita così come la desidera. Perché sentirsi schiacciati da una famiglia che non vuole conoscere un mondo che sta oltre il proprio campo di fagioli?
Attraverso un linguaggio inventato, poetico ed ironico nel suo impasto di dialetti viene evocata una famiglia di provincia schiacciata dalla sua marginalità sociale, da un immobilismo drammatico e contemporaneo. La storia di Ciccio è colma di disagio, giovinezza, identità e voglia di libertà. Attraverso un tutù rosa Ciccio volerà come una farfallaccia, passando da una dimensione pesante e terrena ad una leggera e sognante. Saremo così pronti a catapultarci, in carpiati salti emotivi, dentro una commedia nera tra barbabietole e muggiti stonati. Una storia sporca di fango, un sogno malconcio e bistrattato che non si arrende mai.
Informazioni
Venerdì 4 aprile ore 21:00
Sabato 5 aprile ore 20:00
Domenica 6 aprile ore 17:00
Teatri di Vita, Via Emilia Ponente 485 – Bologna
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Fonte: Teatri di Vita







