La Traviata, melodramma in tre atti

Vivere e morire a tempo di valzer. Questo fa Violetta Valéry, l’eroina verdiana che la censura volle vestire nei costumi dei tempi di Richelieu, ma che reclama a forza, nota per nota, parola per parola la sua eterna contemporaneità. Forse proprio perché si tratta di una persona reale e non di un personaggio storico, ma di una donna morta giovanissima appena sei anni prima della prima della Traviata (1853). Alphonsine Plessis, con il nome d’arte di Marie Duplessis, divenne una delle più ammirate e raffinate cortigiane parigine; entrata nel mito grazie anche al romanzo di Alexandre Dumas Fils La dame aux camelias (che la ribattezza Marguerite). L’eroina è una prostituta, una donna di mondo, una donna nota alle cronache mondane contemporanee. 

Lo scandalo della traviata che non ha bisogno di essere redenta, perché l’unica condanna addita “l’uomo implacabile”, non può essere eluso allontanandolo nel tempo: sotto la patina di lessico e sintassi ricercatissimi, il libretto di Francesco Maria Piave è concreto e spietato, con il suo insistere così di frequente su un argomento “volgare” come il denaro; nondimeno il ricorrere da parte di Verdi al tempo di valzer – e alla polka sua parente – rappresenta una mondanità contemporanea, con tutte le connotazioni di una danza ritenuta peccaminosa e sensuale, di origine popolare, pur pronta a dissimulare sentimenti e mostrare finezza con il suo moto inafferrabile.

Informazioni

Mercoledì 25 e sabato 28 febbraio ore 18:00
Domenica 1 marzo ore 16:00

Comunale Nouveau, Piazza della Costituzione 4 – Bologna

 

 

 

 

 

 

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Fonte: Teatro Comunale di Bologna