Tutti, almeno una volta nella vita, hanno avuto a che fare con il mal di schiena. La lombalgia, patologia tra le più comuni, dalle mille cause e sfaccettature, nelle statistiche è infatti la prima causa di assenza dal lavoro nei Paesi occidentali. A volte il dolore si risolve in fretta, altre volte si cronicizza o ricompare senza causa apparente. Certo è che, qualunque sia l’entità e la frequenza del disturbo, il mal di schiena dev’essere considerato come un segnale che il corpo invia per indicare che la biomeccanica a livello della colonna vertebrale non funziona correttamente.
Basti pensare che il mal di schiena può derivare dall’alterazione anche di una sola delle oltre ottocento microstrutture che contraggono rapporti con la colonna vertebrale: dischi intervertebrali, legamenti, muscolatura, nervi, articolazioni, strutture ossee, visceri ed persino la sfera emotiva.
Nella fattispecie, stress, ansia ed altri problemi psicologici, grazie ad un meccanismo nervoso riflesso, possono infatti incrementare il normale tono muscolare, provocando un eccesso di tensione che, riducendo la vascolarizzazione e l’elasticità della muscolatura paravertebrale, contribuisce alla comparsa della lombalgia.
A volte la soluzione al mal di schiena sta non tanto nel rafforzamento, quanto nell’allungamento della muscolatura che sorregge la colonna: tensore fascia lata, sartorio, retto addominale, traverso.
Se il movimento fisico è indispensabile per allenare la muscolatura profonda, è altrettanto fondamentale affidarsi a mani esperte in grado di utilizzare metodiche di valutazione globale per trovare la causa e la soluzione del problema.