Brazil, omaggio a Terry Gilliam

Capirete che non è facile indicare con precisione la posizione del mondo dell’immaginazione. […] Ma se sono convinto (e lo sono) che il mondo immaginato sia, debba essere, connesso a quello osservabile, allora dovrei anche essere in grado – perché no? – di localizzarlo; di dire come si fa a raggiungerlo. […] Queste riflessioni mi sono state ispirate dal magnifico film di Terry Gilliam sul totalitarismo del futuro, Brazil. Perché quanto più un’opera è frutto d’immaginazione, tanto più delicato è il problema della localizzazione. […]

Al livello più ovvio il film è ambientato nel paese di Distopia, gemello oscuro di Utopia, il peggiore dei mondi possibili. […] Come rivelò N.F. Simpson in One Way Pendulum, il mondo dell’immaginazione è un luogo in cui il lungo braccio della legge non riesce ad arrivare. Questa idea – l’opposizione tra immaginazione e realtà, che è anche naturalmente l’opposizione tra arte e politica – è di grande importanza, perché ci ricorda che non siamo indifesi, che sognare significa avere potere. E io credo che la vera ambientazione di Brazil sia l’altra grande tradizione dell’arte, quella in cui le tecniche della commedia, della metafora, dell’immaginario potenziato, della fantasia e via di seguito vengono impiegate per scardinare le nostre certezze convenzionali, offuscate dall’abitudine, su cosa sia il mondo e cosa debba essere. […]

Informazioni

Martedì 24 giugno 2025 ore 21:45

Piazza Maggiore – Bologna

 

 

 

 

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Fonte: Cineteca di Bologna