Fotografare l’apocalisse. Cambi di sguardo per un mondo in crisi
incontro con Michele Smargiassi e Michele Lapini, in diretta online sulla pagina Facebook di Altre Velocità
La fotografia permette di “congelare” istanti e prospettive di cui altrimenti non ci accorgeremmo; ha il compito, appunto, di cogliere l’invisibile nel visibile. Cosa significa, allora, provare a fotografare ciò che per definizione sfugge ai nostri occhi? Com’è possibile “dare immagine” a quello che è infinitamente piccolo e inafferrabile, come il virus del Covid-19, e a quanto invece eccede il nostro sguardo e ci può apparire a tutta prima qualcosa di astratto, come il concetto di “antropocene”?
Da reporter attento e militante, Michele Lapini ha di recente esplorato queste dimensioni con il suo progetto Antropocene e con la collaborazione al gruppo di fotografi nato durante la pandemia “Arcipelago-19”. La sua esperienza sarà messa in dialogo con il pensiero di Michele Smargiassi, giornalista e studioso di immagini fotografiche, per creare un benefico disorientamento sul presente.
Il ciclo di incontri Domani è un altro mondo
Il ciclo di incontri Domani è un altro mondo, a cura di Altre Velocità, riprende con la seconda parte di appuntamenti tra i mesi di aprile e maggio (qui gli eventi dello scorso autunno).
Quali interrogativi porsi per immaginare un futuro differente? Da quali basi (ri)partire, ora che i presupposti paiono mutati? Domani è un altro mondo è un ciclo di incontri rivolti ai giovani, ma aperto a tutta la cittadinanza, nato nell’ambito del progetto “Così sarà! La città che vogliamo” con l’intento di mettere in luce temi e questioni capaci di stimolare e alimentare la riflessione attorno alla città e al suo rinnovamento, soprattutto ora che la pandemia ha imposto brusche accelerazioni e profondi cambiamenti nella società. Si tratta di conversazioni aperte con figure provenienti da differenti ambiti, chiamate a condividere saperi, visioni e pratiche. Il dialogo fra discipline vuole essere occasione di contaminazione e scardinamento di chiusure e settorialismi; la trasmissione di conoscenze e metodi, invece, è un’opportunità di scambio virtuoso fra membri di una comunità, stimolo al pensiero critico e all’immaginario futuro.
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Fonte: Altre Veocità







