Respiro un po’ più complesso

 

Namaste, siete pronti per un Pranayama più complesso ma che vi guiderà in ogni pratica faticosa quotidiana e non solo. Un Pranayama che in questo momento ci serve a combattere paure, incertezze e instabilità. Il respiro del guerriero, guerriero di luce che risiede in ognuno di noi, guerriero al quale ci possiamo affidare ogni volta che ci sentiamo non in equilibrio, impauriti. Pranayama: ricordiamoci che è uno strumento che abbiamo sempre a portata di mano, è lì che aspetta che noi lo utilizziamo.
Una tecnica di respirazione chiamata Ujjayi Pranayama, anche conosciuta come “respiro vittorioso“. E’ fantastica per aumentare la concentrazione, per calmare la mente e per controllare il respiro.

“Lascia che il respiro sia la colonna sonora della pratica”
Ray Long in Bandha Yoga

Questo articolo è dedicato proprio a questa meravigliosa tecnica di respirazione. Scoprirai perché è chiamata così, quali sono i suoi benefici, alcune precauzioni e come si fa.

Pranayama controllo del nostro respiro incanalare e ascoltare il nostro respiro la nostra energia vitale. La seconda parola che troviamo nel nome di questa tecnica è “Ujjayi”. In sanscrito questo termine significa vittoria e viene solitamente tradotto con il respiro vittorioso, perché quando si pratica i polmoni si espandono in tutte le direzioni ed il torace si espande proprio come quello di un guerriero vincente. Un altro motivo per il quale è chiamato respiro vittorioso è, quando praticato correttamente, permette di vincere la mente, la quale si calma e permette di essere nel qui ed ora.

Benefici tecnica di Ujjayi:

Innanzitutto, come già spiegato negli articoli precedenti, il mantenimento di un respiro profondo, lungo e calmo è una delle cose più importanti nello yoga e la respirazione Ujjayi ti permette di farlo.
Produce un effetto riscaldante che aumenta la temperatura del corpo. Rallenta il battito cardiaco e il sistema circolatorio migliora. Controllando il respiro, la mente si calma e si diventa più consapevoli di cosa avviene interiormente. A differenza di altre forme di Pranayama, le quali andrebbero praticate con il corpo fermo in una posizione meditativa, questa tecnica di respirazione può essere praticata anche durante l’esecuzione degli asana (posizioni dello yoga). La respirazione particolarmente profonda aumenta l’elasticità dei polmoni e così tutto il sistema respiratorio ne trae beneficio. E’ particolarmente benefico per calmare la mente, alleviare lo stress e ridurre qualsiasi forma di tensione nervosa. Rende più efficienti gli scambi gassosi che avvengono a livello dei polmoni. E’ ottimo per combattere l’insonnia.

Sempre attenzione ascoltatevi e se senti che ti gira la testa o hai delle vertigini, termina l’esercizio e rilassati.
Evita di praticare questo o qualsiasi altra tecnica di respirazione autonomamente se hai problemi respiratori, come ad esempio l’asma.

Come fare la respirazione Ujjayi

Ogni volta che si inspira l’aria passa nei seni nasali, attraversa la faringe, oltrepassa la glottide e infine, dopo la laringe e la trachea, arriva nei polmoni. Devi sapere che l’aria, quando arriva a contatto con i polmoni, non può essere fredda altrimenti gli organi interni potrebbero subire dei danni e perché in questo modo gli scambi gassosi avvengono troppo lentamente.
Perciò, per evitare tutto questo, le pareti cellulari interne della faringe e dei seni nasali sono rivestite da una mucosa ricca di sangue che serve per riscaldare l’aria che ci passa. Una volta riscaldata, attraversa la glottide, un’apertura muscolare che regola il flusso d’aria nel tratto respiratorio inferiore. Normalmente la glottide è controllata inconsciamente, ma con la respirazione Ujjayi possiamo controllarla volontariamente.
Grazie a questa tecnica di respirazione infatti, si può restringere consapevolmente l’apertura della glottide, in modo che l’aria resti più a lungo nella faringe e nelle cavità nasali. Quest’azione fa si che l’aria si fermi più a lungo a contatto con la mucosa e di conseguenza viene riscaldata oltre la norma. Inoltre si può anche controllare volontariamente il flusso dell’aria.

Non male questa scoperta degli antichi yogi, vero?

 

Adesso che hai capito la teoria, è arrivata l’ora di passare alla pratica.

Siediti nella posizione comoda o sul tappetino a gambe incrociate o su una sedia sempre importante la colonna vertebrale dritta.
Inizia a inspirare usando la bocca.
Espira sempre tenendo la bocca aperta cercando di fare quel suono tipico del sussurro (o quello che fai quando devi pulire gli occhiali).
Nella successiva inspirazione, inizia con la bocca aperta. Quando ti trovi a metà, chiudi velocemente la bocca e cerca di continuare a inspirare con il naso. Ora dovresti poter respirare con il naso facendo lo stesso suono che facevi precedentemente quando la bocca era aperta.
Nella successiva espirazione, inizia sempre con la bocca aperta. Come fatto precedentemente, quando ti trovi a metà chiudi velocemente la bocca e cerca di continuare la respirazione con il naso, facendo sempre lo stesso suono.
Ora puoi continuare a respirare solo con il naso. Cerca però di fare sempre lo stesso suono che facevi quando la bocca era aperta.
Ora sicuramente potrai sentire come l’aria passa attraverso la gola e fa quel tipico suono di questo Pranayama come avessimo un respiro pesante. Mi piace dire che è molto simile al suono del mare.

 

Le prime volte che praticherai questa tecnica potrebbe sembrarti leggermente faticosa e quindi tenetela massimo 5 minuti.
La chiusura dovrebbe essere leggera e non dovrebbe bloccare l’aria che ci passa attraverso.
Ricorda che il respiro dovrebbe essere lento, lungo, profondo e regolare. Se non lo è, concentrati sulla respirazione e fai in modo che lo sia.
Lo so che inizialmente respirare in questo modo è abbastanza strano, ma continua a praticare costantemente ed in poco tempo il respiro Ujjayi ti verrà quasi naturale.

 

NAMASTE