PALEOTAC, come guardare attraverso i fossili. Collezione di Geologia “Museo Giovanni Capellini”

Tra le maggiori sfide che i paleontologi affrontano per ricostruire le forme di vita del passato, si trova quella di dover comprendere i dettagli dell’anatomia di fossili celati dalle stratificazioni millenarie di sedimenti; non bastano martello e scalpello, spesso avrebbero necessità di “vedere” attraverso la roccia. Fino a pochi anni fa, ciò era possibile solo sezionando i reperti: una tecnica efficace; ma che ovviamente danneggiava irrimediabilmente i fossili e di conseguenza poteva essere utilizzata solo in pochi casi.

La Tomografia Assiale Computerizzata, meglio conosciuta come TAC, si basa sull’utilizzo di raggi X; permette di ricostruire modelli tridimensionali di oggetti mediante la sovrapposizione di centinaia di immagini prodotte da angolazioni diverse. Questa tecnica di indagine si utilizza da oltre 20 anni nella diagnostica medica, in quanto permette di indagare l’interno del corpo umano senza recare danno al paziente. Solo più recentemente è stata applicata alla paleontologia: si è infatti scoperto che, a voltaggi più elevati, i raggi X sono in grado di attraversare anche i reperti fossili.

PALEOTAC. Come guardare attraverso i fossili intende raccontare come la TAC ha trasformato l’indagine paleontologica, aprendo nuove frontiere nella comprensione dell’anatomia, della biologia, dell’evoluzione e persino del comportamento di animali estinti da milioni di anni.

Informazioni
Fino al 17 maggio 2026

Collezione di Geologia “Museo Giovanni Capellini”
via Zamboni 63 Bologna

 

 

 

 

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Fonte: Sistema Museale di Ateneo