Quattro idee. Øystein Aasan, Peter Halley, Jonathan Monk, Maurizio Nannucci. A cura di Lorenzo Bruni

Il titolo del progetto rimanda alle quattro idee differenti, ma in qualche modo vicine, portate avanti dai quattro artisti coinvolti – Øystein Aasan, Peter Halley, Jonathan Monk, Maurizio Nannucci –  rispetto al tema del colore. Dell’eredità del Modernismo; del concetto di paesaggio come spazio da attraversare più che da osservare a distanza da esso. Sono temi che potrebbero apparire laterali rispetto alla radicalità delle ricerche degli artisti in questione – di generazioni e nazionalità differenti. Anche se, proprio per la loro apparente lateralità, divengono interessanti per affrontare da punti di vista inediti una riflessione sul loro modo di lavorare; di riflettere sul ruolo dell’artista all’interno della società di cui fa parte.

Le opere presenti all’interno della mostra alla Galleria Enrico Astuni sono state scelte dai singoli artisti e dal curatore appositamente per l’occasione per due motivi principali. Il primo è quello di osservare alcuni elementi di urgenza che ritornano nelle ricerche dei quattro artisti coinvolti. Tali elementi hanno a che fare con una forte attenzione al colore come vibrazione; al superamento del tema del monocromo fino a sublimare, enfatizzare o far implodere alcuni principi legati all’architettura modernista; l’altro è quello di riflettere sull’idea di paesaggio mentale che mettono in pratica con i loro interventi e che ribalta completamente il concetto di orizzonte classico.

I temi

Oggi, in un mondo virtuale e al tempo di una pandemia mondiale, ci siamo tutti trovati a interrogarci su come riflettere sulla condivisione di un paesaggio che non sia quello osservato a debita distanza; ma anche con la possibilità di visitarlo, abitarlo e modificarlo. Temi che questi quattro artisti hanno sempre messo in evidenza a partire dal dialogo che stabiliscono tra la presenza delle loro opere e il contesto in cui le collocano. Tale approccio permette anche di porre attenzione al dibattito che da sempre Øystein Aasan, Peter Halley, Jonathan Monk e Maurizio Nannucci portano avanti sul ruolo dell’opera d’arte e della cultura in generale all’interno della società attuale. Oltre alla creazione di un dialogo tra il percepire, l’osservare e l’immaginare un’immagine in un’epoca post-ideologica, post-internet e iper-connessa.

Per maggiori informazioni e per restare aggiornati vi invitiamo infine a visitare e a seguire la pagina dell’evento e leggere il comunicato stampa

 

Se vuoi saperne di più sugli eventi online di questo periodo, segui il Top e resta quindi aggiornato.

Fonte: Galleria Astuni