Mostre personali di Regazzi, Pica, Zouharova

I paesaggi dipinti da Nicola Pica sono come cristallizzati in una dimensione immobile e popolati da personaggi arborei anonimi che sembrano sottrarsi alla insita staticità e campeggiare sulla superficie come bolle aeree, come spettatori silenziosi delle trasformazioni del mondo. L’immagine è ridotta all’essenziale, semplificata da un candore arcaico, archetipico. La sensazione di stupore è accentuata dai tratti tipici dello stile di Pica.

Il suono del silenzio, l’astrazione del colore, la sterilizzazione della forma e quella visione particolareggiata della realtà che accomuna il Cinquecento fiammingo all’iperrealismo postindustriale argomentano la visione contemporaneamente fotografica e scenografica del mondo di Zdenka Zouharova. Il grande esercizio tecnico, specchio di maestranze rinascimentali, porta a una rivisitazione contemporanea dell’arte storica. Oltre la citazione che omaggia la grande creatività, oltre l’emulazione che finge un ready made, oltre a dar corpo all’assunto hegeliano secondo il quale l’arte sarebbe ein Vergangenes (“qualcosa di passato”), Zouharova rende l’osservatore consapevole dell’impossibilità ontologica di ricreare.

Richiamare le forme del passato e reinventarle, riclassificarle ha il suo punto di partenza nel concetto warburghiano di Nachleben (“sopravvivenza”), grazie al quale l’idea d’uno sviluppo lineare ed evoluzionistico della storia dell’arte (un modello incarnato da storici dell’arte come Vasari e Winckelmann) è sovvertito da una struttura archetipica, le cui caratteristiche esemplari sopravvivono in ogni opera d’arte.

Presentazione a cura di: Dott.ssa Denitza Nedkova

Info e contatti:
Mail: info@wikiarte.com
Sito: www.wikiarte.com
Tel: 0515882727