La pratica del Tai Chi Chuan e del Qi Gong affondano le loro radici nella cultura cinese, in particolare in quella Taoista.

Se il Qi Gong attiene al percorso alchemico di purificazione e di autoelevazione umana verso uno stato di piena armonia con la Vita, il Tai Chi è l’arte marziale di chi compie tale elevazione, per questo è definita l’”Arte del Principio Supremo“.

La trasformazione interiore che si può apprezzare con la pratica investe due ambiti: la persona e la relazione.

Per quanto riguarda la persona, la conoscenza della propria energia vitale espressa con consapevolezza e intenzione é in grado di originare una forza interna al contempo fisica, mentale e spirituale. Questo si traduce in benessere psico-fisico, ma anche in lucidità e presenza mentale e soprattutto in maggiore chiarezza verso chi siamo e dove stiamo andando. Il segreto di questa trasformazione è contenuto nell’immagine della canna di bambù: ben radicata a terra, proiettata verso l’alto e flessibile, tanto flessibile da riuscirsi a piegare sotto le spire del vento senza mai spezzarsi.

Per quanto riguarda la relazione, la parte di esercizi che si svolge a coppie serve a rapportarsi all’altro, a sentire la sinergia di due sistemi che si relazionano.

Questo si traduce in una apertura fiduciosa al mondo e insegna a trovare modalità di rapporto collaborativo e non conflittuale.